28Nov
By: Amministratore Acceso: novembre 28, 2017 In: Agricoltura, Blog, Territorio Comments: 0

Martedì 28 novembre il Consiglio Regionale della Lombardia, con l’astensione di Lega e Lista Maroni, ha approvato la legge sull’agricoltura sociale, proposta dal gruppo del Partito Democratico.

Ora, anche la Regione Lombardia riconosce e promuove, anche attraverso gli atti e gli strumenti della programmazione regionale, l’agricoltura sociale quale aspetto della multifunzionalità delle attività agricole, per ampliare e consolidare la gamma delle opportunità di occupazione e di reddito, nonché quale risorsa per l’integrazione in ambito agricolo di pratiche rivolte all’offerta di servizi finalizzati all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati e a rischio di emarginazione, all’abilitazione e riabilitazione di persone con disabilità, alla realizzazione di attività educative, assistenziali e formative di supporto alle famiglie e alle istituzioni.

Marco Carra, consigliere regionale del PD e relatore del provvedimento spiega:
“Oggi in Italia le aziende che fanno agricoltura sociale sono oltre 3mila con più di 30mila lavoratori. In Lombardia, le aziende accreditate come attività di agricoltura sociale sono solo 20 su 120 censite, ma in rapidissima crescita. La novità contenuta nella legge regionale, per conformarsi a quella nazionale, è il fatto che anche le cooperative sociali agricole vengono considerate aziende agricole a tutti gli effetti. La legge del PD definisce le finalità e gli obiettivi dell’agricoltura sociale, riconoscendo nelle caratteristiche multifunzionali delle attività agricole il contesto favorevole allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi. Inoltre, offre una definizione normativa delle fattorie sociali nell’ottica dell’attività di impresa agricola, integrata con attività di carattere socio-sanitario, educativo e di inclusione lavorativa, a vantaggio di persone svantaggiate o a rischio di emarginazione. La nuova norma prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’agricoltura sociale al quale sarà affidato il compito di verifica, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi offerti, di un registro e della rete delle aziende accreditate. Quanto alle misure di sostegno promosse dalla Regione e agli interventi pubblici, si prevedono specifiche azioni: dalla promozione della fornitura di prodotti di agricoltura sociale per la ristorazione collettiva all’assegnazione prioritaria di terreni demaniali o di beni confiscati.”

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