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By: Amministratore Acceso: febbraio 21, 2018 In: Blog, Territorio Comments: 0
Basta slogan e promesse da marinaio, parliamo di proposte e di soluzioni ai problemi che siano concrete, sono queste le cose che interessano alle persone e che servono all’Italia. Il nostro programma è calibrato economicamente sulle ultime leggi di bilancio approvate, dunque è assolutamente realizzabile.
Partiamo dai numeri: dal 2013 ad oggi, grazie alle politiche che abbiamo messo in campo, il PIL è salito da -2% a oltre +1,5%, gli occupati solo un milione in più, la disoccupazione giovanile è scesa dal 44% al 32%, le imprese hanno usufruito degli incentivi del piano industria 4.0 e sono ripartiti gli investimenti, l’export è cresciuto a livelli record. Tutto questo si evidenzia anche dai dati che riguardano il territorio lecchese. Sappiamo che non basta: la qualità di questi posti di lavoro è sempre esposta al rischio della precarietà e serve uno sforzo ulteriore. Le nostre proposte sono chiare. Primo, salario minimo universale: nessun lavoro potrà essere pagato meno di 9 euro l’ora e il lavoro sottopagato deve essere vietato per legge, coinvolgendo sindacati e organizzazioni datoriali. Secondo: il lavoro a tempo indeterminato vale di più e deve costare meno. Nelle ultime leggi di bilancio abbiamo iniziato la riduzione fiscale per chi assume a tempo indeterminato, ora la misura va stabilizzata con un punto in meno all’anno per i prossimi 4 anni.
Ci preoccupiamo dei giovani, che non devono vivere con l’ansia verso il futuro. Primo, andare a vivere da soli è un passo fondamentale verso l’indipendenza, non può essere un lusso di pochi. Proponiamo la detrazione fiscale di 150 euro al mese per i ragazzi sotto i 30 anni con reddito fino a 30 mila euro che hanno un contratto di affitto sulle spalle. Secondo, pensione minima di garanzia: chi inizia a lavorare tardi, versa pochi contributi e in maniera saltuaria non riuscirà a mai a maturare una pensione adeguata. Proponiamo che lo Stato integri la quota mancante.
Su crescita, stabilità economica e occupazione non possiamo permetterci di fare passi indietro proprio adesso che ci sono segnali di ripresa. Restituire l’Italia a chi ci aveva lasciato con lo spread a 530 punti, a chi sbraita su uscita dall’euro e dazi doganali che ammazzerebbero la nostra economia? Sarebbe una sciagura. L’Italia ha bisogno di stabilità e di competenza al Governo, come sta dimostrando il primo ministro Paolo Gentiloni.

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